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Il Bosco delle Mesola

Il Bosco della Mesola, localmente detto il Boscone, è insediato su cordoni dunosi litoranei emersi dal mare, a partire dal XII secolo, in seguito all’avanzamento della linea costiera e rappresenta il lembo residuo di un esteso complesso di foreste termofile litoranee che, nel medioevo, dominava tutta l’area costiera padana.

Riserva Naturale dello Stato dal 1977, il Boscone si estende su una superficie di 1.058 ettari e include un’area, di 220 ettari, denominata Bassa dei Frassini e Balanzetta che, per le peculiarità naturalistiche, dal 1972 è Riserva Naturale Integrale con accesso consentito solo per motivi di studio. Di proprietà dell’Azienda di Stato per le Foreste Demaniali, il Bosco viene attualmente gestito dal Corpo Forestale dello Stato ma, per il futuro, è previsto il passaggio di gestione al Consorzio del Parco Regionale del Delta del Po.

Oltre all’area boscata, all’interno del Boscone sono presenti due ambienti di grande importanza naturalistica, per questo accessibili solo con autorizzazione: l’Elciola e il Parco delle Duchesse. L’Elciola è un’area caratterizzata da un’ampia radura e da un laghetto di 7 ettari, scavato nel 1971 dopo la bonifica di Valle Falce per contrastare il conseguente abbassamento della falda acquifera, che ebbe effetti particolarmente negativi sulla vegetazione del Bosco e portò al disseccamento di molti esemplari secolari. Delimitata da una recinzione, l’Elciola ospita quasi tutti i cervi della Mesola, che vengono così isolati dalla popolazione di daini allo scopo di ridurne la competizione. Il Parco delle Duchesse, posto a sud-ovest del laghetto Elciola, è una bella radura formata da un esteso prato di muschi e licheni, attorniato da lecci secolari di grosse dimensioni. La leggenda vuole che, in epoca estense, cavalieri e duchesse sostassero in questo prato nei periodi trascorsi presso la tenuta della Mesola.

      

 

La distribuzione delle comunità vegetali che si osservano all’interno del Boscone è condizionata da diversi fattori, principalmente dalle caratteristiche topografiche, morfologiche, microclimatiche ed ecologiche del substrato e risentono, in modo particolare, della maggiore o minore profondità della falda acquifera. 

Le aree più orientali e recenti si presentano con paleodune di maggior rilievo; la distanza dalla falda acquifera determina l’insediamento di una vegetazione xerofila dominata dal leccio (Quercus ilex), con specie compagne come la fillirea o olivastro (Phillyrea angustifolia) e l’asparago selvatico (Asparagus acutifolius). Le aree più occidentali ed antiche del Bosco si presentano, invece, più livellate e con falda acquifera talora affiorante, condizioni che consentono l’insediamento di un bosco igrofilo a frassino meridionale (Fraxinus oxycarpa), con specie compagne come il pioppo bianco (Populus alba), l’olmo minore (Ulmus minor) e la frangola (Frangula almus). Infine, nelle aree con altimetria intermedia si instaura una vegetazione mesofila con popolamenti a farnia (Quercus robur), carpino bianco (Carpinus betulus) e orniello (Fraxinus ornus). Nella zona al confine con il mare vi sono impianti artificiali di pino domestico (Pinus pinea) e pino marittimo (Pinus pinaster), risalenti agli anni ’40 e ’60. Il sottobosco è generalmente assente (vedi Bosco di Santa Giustina, fotografia ambiente mesofilo) a causa della forte pressione di pascolo dei daini e, per questo, l’unica pianta diffusa nello strato erbaceo è il vincetossico (Vincetoxicum hirundinaria), una specie tossica e quindi poco appetibile. In alcuni punti, comunque, è possibile incontrare esemplari di specie tipiche del sottobosco mediterraneo, quali il ligustro (Ligustrum vulgare), il biancospino (Crategus monogyna), il prugnolo (Prunus spinosa), il pungitopo (Ruscus aculeatus) e, nei luoghi dove la falda è particolarmente emergente, la rara felce palustre (Thelypteris palustris).

Per quanto riguarda gli elementi faunistici, il Boscone è caratterizzato dalla significativa presenza di due ungulati: il cervo della Mesola (Cervus elaphus) e il daino (Cervus dama). Altri mammiferi sono rappresentati dal tasso (Meles meles), dalla rara puzzola (Mustela putorius), da insettivori come il riccio (Erinaceus europaeus) e roditori come l’arvicola (Arvicola terrestris). L’avifauna è abbondante, costituita da numerosi passeriformi di ambiente boschivo come il merlo (Turdus merula), la capinera (Sylvia atricapilla) e la cinciallegra (Parus major), specie presenti tutto l’anno, e da ospiti tipici come l’allocco (Strix aluco), un rapace notturno qui insediatosi con alta densità; nei mesi autunnali e invernali il Bosco è frequentato da un elevato numero di colombacci (Columba palumbus), richiamati delle numerose ghiande di cui si nutrono. Fra i rettili si segnalano la vipera comune (Vipera aspis), il biacco (Coluber virdiflavus), la testuggine di Hermann (Testudo hermanni) e la testuggine palustre (Emys orbicularis). Numerosi sono anche gli anfibi, fra cui spicca il recente ritrovamento del pelobate fosco (Pelobates fuscus insubricus), un anuro per il quale il Boscone è attualmente l’unico sito di presenza a sud del fiume Po.

 

Per visitarlo
La Riserva è visibile nei giorni di martedì, venerdì, sabato e festivi (con l'esclusione di Pasqua) nei mesi compresi tra marzo e ottobre.
L'orario di entrata va dalle ore 8.00 alle ore 18.30 (ore 8.00 - 16.00 in ora solare).
L'accesso è libero ed è consentito a piedi o in bicicletta in un'area aperta al pubblico di circa 100 ettari.
Presente un percorso naturalistico dedicato ai non vedenti.
Le visite per scolaresche e gruppi organizzati devono essere preventivamente concordate con il Corpo Forestale dello Stato - Ufficio di Punta Marina (Ra) - Tel. 0544/437379 Fax 0544/438286.
Poco prima dell’ingresso al Boscone si trova il Giardino del Delta, piccolo giardino botanico con un itinerario sulla flora caratteristica del delta. Ingresso a pagamento, aperto in primavera-estate.